IMMUNONUTRIZIONE (parte 1)

Oggi inizierò a parlarti di un argomento molto interessante e complesso che, data la sua importanza e attualità, ho deciso di dividere in 2 parti.

Eccoti la prima. Buona lettura.

L’immunonutrizione è qualcosa di molto complesso.

È più di una dieta sana.

È più che assumere un integratore che ci faccia bene.

Quando parliamo di immunonutrizione dobbiamo parlare di risposta di risoluzione cioè un’orchestrazione di risposte ormonali genetiche che sono sotto il controllo dell’alimentazione.

Questo genere di risposte ci possono portare alla guarigione di un danno causato dall’infiammazione.

Molti anni fa il TIME ha pubblicato questo numero con questa copertina:

“IL KILLER SEGRETO”.

Ne parlo sempre nel mio percorso di rieducazione alimentare in cui metto in evidenza il legame sorprendente tra infiammazione, infarto, cancro, Alzheimer e altre malattie croniche.

Una quindicina d’anni fa la nostra conoscenza dell’infiammazione non era tanto sofisticata quanto quella attuale e oggi serve rivedere leggermente alcune posizioni.

In realtà, l’infiammazione non è solo un killer segreto perché di un po’ di infiammazione ne abbiamo bisogno.

Se avessimo una risposta infiammatoria troppo bassa infatti, saremmo dei bersagli inerti davanti ai microrganismi e alle loro invasioni; inoltre le nostre ferite non cicatrizzerebbero mai.

D’altro canto, se questa risposta infiammatoria fosse troppo forte e l’infiammazione non venisse risolta, allora l’organismo comincerebbe ad attaccare sé stesso.

Ciò di cui abbiamo bisogno per il benessere del nostro organismo è mantenere una “zona di infiammazione” in cui l’infiammazione e la risoluzione dell’infiammazione siano in equilibrio.

Detto questo, possiamo vedere le cose da un punto di vista più semplice:

INFIAMMAZIONE = DANNO

RISOLUZIONE = GUARIGIONE

L’obiettivo è quello di utilizzare l’immunonutrizione per far sì che queste due risposte, entrambe molto potenti e radicate nei nostri geni, siano in equilibrio.

È così che l’organismo dovrebbe funzionare.

Una lesione dà il via all’infiammazione, poi l’infiammazione, a sua volta, deve dare avvio a una risposta di risoluzione che è molto complessa, molto più complessa che l’infiammazione in generale perché la risposta di risoluzione richiede tre passi sequenziali.

Il primo passo della risoluzione è ridurre, poi l’organismo deve risolvere e, infine, deve riparare.

Specificando un po’ meglio le cose, sappi che bisogna ridurre gli eicosanoidi e le citochine, e soltanto così facendo possiamo poi passare alla fase successiva di risoluzione dell’infiammazione, aumentando quel livello di ormoni denominati resolvine che sono necessarie a risolvere l’infiammazione.

Ma il compito non è terminato: dobbiamo infine riparare il danno.

Questo ultimo punto lo espletiamo attivando un fattore di trascrizione genica, l’AMP chinasi (AMPK).

Alla fine di queste tre fasi possiamo dire di essere giunti alla guarigione.

Bene, ora dovrebbe sorgerti una domanda: quali sono questi tipi di lesioni che possono causare le infiammazioni?

Beh…ce ne sono diversi.

Potremmo avere invasioni di microrganismi, di batteri, di virus (si…anche il Coronavirus); potremmo avere delle lesioni esterne o ci potrebbero essere delle lesioni interne.Anche quello che mangiamo può essere causa di infiammazione, anche la disfunzione intestinale come pure uno stress ossidativo, un intervento chirurgico, dei farmaci ed elementi che portano stress: l’attività fisica, l’inquinamento, l’esposizione a delle tossine ma anche fattori emotivi.

Tutti questi elementi possono avviare la risposta infiammatoria innata del nostro organismo.

È importante sapere che queste sono risposte che si devono attivare al bisogno.

L’infiammazione, normalmente, è in quiescenza e viene attivata quando c’è una lesione di un qualche tipo. La risposta di risoluzione viene attivata quando c’è infiammazione da risolvere e quindi quello che definiamo “guarigione” richiede che l’infiammazione indotta da una lesione sia controbilanciata da livelli appropriati della risposta di risoluzione dell’organismo.

Questo è fondamentale perché le lesioni possono capitare in qualunque momento: invasioni, ferite, ma la risposta di risoluzione deve essere sempre pronta e sempre ottimizzata se l’obiettivo è quello di guarire da queste lesioni/ferite quando esse insorgono.

Il decorso delle infiammazioni e della risoluzione è importante.

All’inizio abbiamo infiammazione e abbiamo i classici segni del dolore, del gonfiore, del rossore ecc…

Quasi subito dopo incomincia la risoluzione che deve riportare l’organismo in equilibrio, alla guarigione.

Abbiamo pertanto questo aspetto di sovrapposizione: non appena incomincia l’infiammazione, immediatamente dopo si attiva la risoluzione per portare alla guarigione.

Tuttavia, l’infiammazione non è sparita come la nebbia: questa infiammazione diventa infiammazione cronica non risolta che può prendere due strade nel nostro organismo:

  1.  fibrosi, cioè formazione di tessuto cicatriziale. Devi sapere che con molta fibrosi l’organo non funziona più bene (questo ha a che fare con le conseguenze del COVID-19 a livello di danni polmonari);
  • oppure, un aspetto ancora peggiore è la senescenza cellulare cioè quando le cellule vengono trasformate, divenendo generatori permanenti di infiammazione.

Queste due conseguenze possono collaborare per accelerare lo sviluppo e l’insorgenza di malattie croniche.

La risposta di risoluzione, che è fondamentale per la guarigione, è un equilibrio dinamico di ormoni e geni che sono sotto il controllo della dieta.

Il risanamento, la guarigione, richiedono una risposta di risoluzione su richiesta a qualunque elemento infiammatorio si verifichi.

Ribadisco il concetto perché basilare: è una risposta che consiste in una serie di eventi orchestrati, coordinati. La parte fondamentale da comprendere è questa: ogni passo della risposta di risoluzione può essere bloccata da condotte alimentare scorrette che possono quindi bloccare la guarigione e favorire l’accelerazione di malattie croniche.

E se vedete questo tizio in giro, girategli alla larga

Alessandro

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